PRIMA SQUADRAFabiana Comin: «Non ho riconosciuto la mia squadra»

16 Settembre 20190

Dopo il ko all’esordio, abbiamo raccolto le dichiarazioni di Fabiana Comin, mister della Prima squadra.

Mister, un commento sulla partita di ieri: cosa non ha funzionato?
Non ha funzionato il gioco di squadra. Non c’è stata unione d’intenti nello sviluppo del gioco: squadra troppo lunga, disomogenea. Si è giocato solo a lanci, cosa che non fa parte del nostro modo di giocare. Non abbiamo giocato una bella partita, non eravamo il Lady Granata.

Secondo te le ragazze si sono fatte intimorire di fronte ad un’avversaria importante?
Io penso che le ragazze non si siano fatte intimorire, ma che sia stato lo scotto dell’esordio di tante in Serie B e qualcuna forse ha sentito la partita di più di qualcun’altra. Ad ogni modo non ho visto le mie ragazze. Nelle amichevoli non hanno assolutamente giocato questo calcio, ma tutt’altro: un calcio palla a terra, con verticalizzazioni sì improvvise, ma non certo lanci da dietro a scavalcare il centrocampo. Ieri è mancato proprio il centrocampo, sia in fase di sviluppo, sia in fase di appoggio, di chiusura, di interdizione. Quando non gira il centrocampo è difficile portare a casa la partita. I due gol che hanno fatto loro sono stati su due errori nostri di sbagliata chiusura, dove abbiamo lasciato aperto il campo. Bisogna essere più cattive, più determinate ed avere voglia, non accontentarsi del compitino.

Qual è l’umore oggi?
Sono molto delusa di quello che è stato espresso come gioco ieri, di sicuro da domani sera ricominceremo a lavorare sugli aspetti che non sono andati bene. Certo è che se andiamo a giocare la prossima partita con questo piglio si fa presto a dire che perderemo anche con la Novese. Bisogna giocare come abbiamo giocato contro il Milan, contro il Trento e contro il college americano, non certo come ho visto ieri. Servono più cattiveria, più determinazione, più voglia. Le ragazze si sono rese conto di questo: a caldo io non parlo mai, quindi non ci siamo confrontate, ma ieri verso tarda serata qualcuna mi ha scritto, dicendomi che nemmeno loro si sarebbero aspettate di giocare una partita così. C’è l’amaro, quindi, anche da parte loro, sono già consapevoli. Questo ci fa capire che bisogna restare umili e guadagnarsi partita per partita, nessuno ti regala niente. È ovvio che una squadra come il Vittorio Veneto, con gente di esperienza, che gioca a calcio da una vita anche in categorie superiori, è avvantaggiata, ma non per questo dovevamo permettergli di metterci sotto in questa maniera. Non dobbiamo comunque buttarci giù: bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e far tesoro degli errori fatti, per non commetterli più.

Quali sono le difficoltà della prossima partita? Giocare in casa può essere uno stimolo a fare meglio?
La Novese ha vinto questa domenica contro il Ravenna, 1-0. Non la conosco benissimo come squadra, ma la difficoltà sarà proprio quella di incontrare un gruppo che ha già portato a casa i primi tre punti e che è galvanizzato da questo risultato. È ovvio che dobbiamo esprimere un gioco diverso da quello espresso con il Vittorio Veneto ed essere in casa è di sicuro un vantaggio, tra le mura amiche avremo sicuramente il sostegno dei nostri tifosi: li invito numerosi allo stadio, le ragazze hanno bisogno del loro supporto!

 

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