PRIMA SQUADRAA tu per tu con… GIULIA GIACOBBO

22 Maggio 20190

A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte LADY GRANATA CITTADELLA!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” tocca alla nostra GIULIA GIACOBBO!

Quando sei nata e dove? Sono nata il 30 maggio 2003 a Camposampiero.

Qual è il tuo ruolo? Centrocampista.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e per quale motivo? Giocavo col Santa Croce ed era la finale del torneo di Mestre. Abbiamo vinto ai supplementari, lottando fino all’ultimo. È un bellissimo ricordo.

Ed il gol che ricordi con più affetto? L’anno scorso con la squadra U15 del Condor Treviso mi facevano giocare da attaccante. Si giocava a 9 e nel torneo Rosa di Maggio, ho fatto uno spettacolare gol di tacco. Un gol invece che ricordo non per come l’ho fatto, ma per chi l’ho fatto è quello realizzato nella prima di campionato e che ho dedicato ad una mia compagna di squadra che si era fatta male (Elena Dissegna) proprio durante quella partita. Nel secondo tempo, lei era appena uscita, mi sono fissata che dovevo fare un gol per lei: ne ho fatti due, alla fine, e glieli ho dedicati.

Se avessi la possibilità di rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Ne avrei tante, ma direi una di due anni fa, quando giocavo col Santa Croce. Era la semifinale per i playoff per passare al campionato regionale. Eravamo 2-1, poi l’arbitro ha fischiato un rigore che non c’era e gli avversari hanno pareggiato. Siamo andati ai supplementari ed infine ai rigori. Io ho sbagliato il rigore decisivo ed abbiamo perso. Non dico che vorrei rigiocare la partita, ma almeno ribattere il rigore.

Come è nata la tua passione per il calcio? Qualcuno in famiglia te l’ha trasmessa? Mio cugino Alberto. Io ho i nonni a Padova e d’estate stavo un po’ da loro, durante le vacanze. In queste occasioni mio cugino, dopo pranzo, mi chiedeva di uscire a giocare a pallone con lui, perché gli serviva qualcuno che stesse in porta. Lui giocava a calcio e quindi voleva sempre tirare. Un giorno gli chiesi se potessimo invertirci, così che anch’io potessi provare a calciare e non solo a parare i suoi tiri. Da lì lui iniziò a dirmi che ero brava e non mi fece più stare solo in porta, ma ci alternavamo. Fino a che un giorno ho chiesto ai miei genitori se potevo iniziare a giocare a calcio seriamente. Loro acconsentirono e mia zia mi portò al primo allenamento col Santa Croce. Ero l’unica femmina. All’inizio mi evitavano tutti. Erano bambini che conoscevo già per via della scuola, ma ricordo che ogni volta che arrivavo all’allenamento urlavano “C’è la Giulia! Aiuto!” e scappavano. Nessuno voleva fare i tiri con me. È vero che all’inizio non ero forte, stavo sempre in panchina ed ero abbastanza scarsa. Dopo 5 anni, però, ho iniziato a giocare da titolare e quelli che prima mi prendevano in giro stavano in panchina al posto mio. Una bella soddisfazione.

Quali sono i tuoi primissimi ricordi legati al calcio? Io ho iniziato a 8 anni, ma già da prima ricordo che mio papà mi parlava sempre della Juve, mi raccontava le imprese di Del Piero. E così mi ha trasmesso l’amore per la Juventus.

Hai un giocatore o una giocatrice a cui ti ispiri o che pensi possa essere un modello? Negli anni passati Alex Del Piero, ora mi piace molto Dybala, anche se non giochiamo esattamente nello stesso ruolo.

Hai un soprannome con cui ti chiamano le tue compagne? Mi chiamano Giacob.

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio: chi è la più lenta tra di voi a farsi la doccia? Sono io!

Quella invece che ci tiene di più al look e che passa più tempo davanti allo specchio? Giulia Pellanda, senza dubbio.

E quella più casinista? Mary Bistaffa.

Qual è la scelta che rifaresti senza dubbio ed invece quella che non rifaresti della tua carriera? La scelta che rifarei è sicuramente quella di andare a giocare al Fuori le Mura dopo 7 anni col Santa Croce. L’anno scorso, con loro, ho fatto il campionato regionale. Scelte che non rifarei non ce ne sono.

Se non avessi giocato a calcio, avresti praticato qualche altro sport? Io frequento il liceo sportivo, quindi amo gli sport in generale. L’hockey è uno sport che ho pratico con la scuola e mi è piaciuto molto. Sono anche abbastanza portata, perché mi è stato chiesto di entrare a far parte di una squadra, ma ho rifiutato per il mio impegno col calcio.

Come ti vedi tra 10 anni e dove? Fra qualche giorno compirò 16 anni, quindi fra 10 anni ne avrò 26. Credo che giocherò ancora e spero di smettere più tardi possibile. Una volta che appenderò le scarpette al chiodo vorrei rimanere nel mondo del calcio, ma non ho ancora pensato con quale ruolo.

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