PRIMA SQUADRAA tu per tu con… CRISTIANA CASAROTTO

10 Aprile 20190

A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte LADY GRANATA CITTADELLA!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” tocca alla nostra CRISTIANA CASAROTTO.

Quando sei nata e dove? Sono nata il 20 luglio 1993 a Zevio, però ho sempre vissuto a Caldogno, in provincia di Vicenza.

Qual è il tuo ruolo? Difensore centrale.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e per quale motivo? Probabilmente una delle ultime di campionato dell’anno scorso con il Pro San Bonifacio, quella in cui abbiamo battuto l’Unterland, una squadra del Trentino, aggiudicandoci il primo posto. È stata una grande soddisfazione e un’emozione forte.

Ed il gol che ricordi con più affetto? Risale sempre all’anno scorso, in una partita contro il Pordenone. In quell’occasione ho sbagliato un passaggio e ho permesso alle avversarie di segnare. Stavamo perdendo 1-0, quando su calcio d’angolo ho calciato, facendo il gol del pareggio. Lo ricordo con emozione.

Se avessi la possibilità di rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Credo i play off contro l’Orobica: ci giocavamo la Serie A ed abbiamo perso ai rigori. Se potessi la rigiocherei, perché meritavamo di più, sicuramente.

Come è nata la tua passione per il calcio? Qualcuno in famiglia te l’ha trasmessa? In realtà no, perché i miei genitori non sono mai stati appassionati di calcio. Io da piccola, avevo 6 o 7 anni, giocavo a pallone con dei miei amichetti. Furono loro a convincermi, dicendomi “Dai, vieni a provare anche a tu!”. Da lì è partito tutto e mi sono innamorata di questo sport.

Quali sono i tuoi primissimi ricordi legati al calcio? Le partitine al campetto con gli amici delle elementari, che poi erano gli stessi che ritrovavo a calcio, perché giocavo con i maschi.

Hai un giocatore o una giocatrice a cui ti ispiri o che pensi possa essere un modello? Da milanista dico Maldini, perché secondo me è un simbolo come capitano, come persona e come giocatore. Per me lui è il massimo. Poi, dato che si sta anche dando più spazio al calcio femminile, ci sono giocatrici come Sara Gama che meritano di essere nominate.

Hai un soprannome con cui ti chiamano le tue compagne? Solo Cri.

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio: chi è la più lenta tra di voi a farsi la doccia? Irene Meneghetti, sicuramente!

Quella invece che ci tiene di più al look e che passa più tempo davanti allo specchio? Qui devo dirti due nomi: Ilaria Rigon e Giulia Pizzolato.

E quella più casinista? Beatrice Zorzan.

Qual è la scelta che rifaresti senza dubbio ed invece quella che non rifaresti della tua carriera? Scelte che non rifarei non ce ne sono. Quella che rifarei probabilmente è l’anno di serie A, perché ho provato un ambiente nuovo, ma anche quella di aver fatto qualche passetto indietro per seguire un progetto nuovo, quello del San Bonifacio, che mi ha permesso di togliermi tante soddisfazioni.

Se non avessi giocato a calcio, avresti praticato qualche altro sport? Ho praticato il basket per qualche mese, ma io amo il calcio!

Come ti vedi tra 10 anni e dove? Sto studiando osteopatia e lavoro in una palestra: quindi fra 10 anni mi vedo sicuramente ancora in mezzo allo sport, perché è la mia vita.

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